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Diritti e libertà

quei "privilegiati" in carrozzina che saltano la fila...

Come tutti i venerdì, da un paio d’anni a questa parte, accompagno mia madre Adriana a fare la spesa in un noto centro commerciale in centro a Biella. Mia madre è affetta da sclerosi multipla, una malattia neurologica degenerativa che, negli ultimi anni, le sta inibendo molto il movimento costringendola all’utilizzo di un deambulatore o della sedia a rotelle per fare brevi o lunghi spostamenti.

Fare la spesa, seppur in carrozzina e con un improbabile carrello attaccato alla stessa, è un modo per vivere una “normalità” altrimenti molto difficile.

Venerdì scorso, dopo aver fatto il nostro giro, arriviamo alle casse del supermercato dirigendoci verso quella con la “priorità” per portatori di handicap e per donne in gravidanza.

Referendum: la sovranità appartiene, ancora, al popolo!

Dopo tanti anni a fare il rappresentante di lista, lo scrutatore di primarie di parte o il collettore di dati elettorali domenica sono stato a servizio di tutti e non solo di una parte. Dalle 7 alle 23, a Chiavazza, ho avuto il piacere e la fortuna di fare il Presidente di seggio sostituendo, all’ultimo momento, quello effettivo. Ho aperto l’armadio e mi sono messo la cravatta  (dopo un bel po’) perché il voto è per me un rito laico che va onorato anche formalmente, in esso risiede il fondamento del nostro vivere insieme, l’unica occasione nella quale il popolo è davvero uguale: davvero uno vale uno nell’urna elettorale.

"Mondonauta", un viaggio dentro di noi

 

 

“Leggere è come guardarsi allo specchio. Un buon libro riesce a farci dimenticare che è il nostro io, con tutto il malloppo di realtà che si porta dietro, a leggerlo”.  Questa frase potrebbe comparire tra le nostre pagine dei social come citazione di autori famosi oppure rubata e fatta nostra  dopo averla scovata nei meandri del web per farci sembrare molto “fighi”.

Per leggerla, in originale, dovrete però comperare “Mondonauta”, l’ultimo libro di Darinka Montico che, dopo “WalkaboutItalia” dell’anno scorso (qui la mia recensione http://www.alasinistra.org/?q=node/1416), torna a raccontarci le sue avventure in giro per il mondo.  

l'amore che può finalmente pronunciare il suo nome

Da alcuni giorni l’Italia è un paese “liberato”. Liberato perché finalmente, dopo decenni di battaglie e sconfitte, le lesbiche e i gay possono unirsi civilmente cioè trasformare le loro relazioni d’amore in un vincolo che le e gli unisce alla propria e al proprio partner per tutta la vita.

Domenica, anche nel biellese, si è celebrata la prima unione civile tra Renato e Denis, due uomini che aspettavano da 25 anni di poter ufficializzare il loro legame d’amore.

Era l’inverno del 2007 e come giovani di Rifondazione organizzammo un evento pubblico alla presenza di Vladimir Luxuria, allora parlamentare del PRC, per discutere proprio di unioni civili e diritti delle persone omosessuali.

Senatrice Favero, ci confrontiamo sul Referendum?

Un flop, poco più di trenta persone all’iniziativa del PD di venerdì scorso al Museo del Territorio. Parafrasando l’antico detto “se il buongiorno si vede dal mattino…” l’iniziativa di lancio del comitato biellese per il Sì al referendum costituzionale del novembre prossimo farebbe presagire esiti nefasti per i sostenitori della riforma Renzi-Boschi.

La serata annunciata in pompa magna e con notevole battage pubblicitario e spamming in rete ha avuto però il merito di palesare, plasticamente, chi compone il PDR (partito di Renzi) sotto il Mucrone.

"dormitorio" in Riva, uno scandalo nel cuore di Biella

In Via Marochetti, all’altezza del semaforo di Riva, gli scantinati di un palazzo di edilizia residenziale pubblica erano da almeno due anni una sorta di dormitorio per uomini e donne senza fissa dimora, italiani e di origine straniera. Lunedì scorso Giacomo Moscarola, consigliere comunale leghista, denuncia questa situazione e la stampa ne riporta la notizia nei giorni successivi.

Il martedì si registra una prima presa di posizione da parte dell’Assessora ai Servizi Sociali (con delega alle politiche abitative), Francesca Salivotti, che assicura l’opinione pubblica che il giorno stesso sarebbero partiti i controlli.

cosa ne facciamo del kebabbaro (e dell'Europa)?

Qualche giorno fa ho raccolto lo sfogo di un mio amico che da poco si è trasferito da un quartiere residenziale al centro di Biella. Il mio amico è sempre stato di mentalità aperta, non ha mai disdegnato le bevute in compagnia e, almeno in gioventù, era un discreto “casinista”.

Mi raccontava però che sotto il suo nuovo alloggio, quasi in contemporanea con il suo trasferimento, aveva aperto un take away di pizza e panini kebab e che gli avventori del locale – soprattutto nel fine settimana – fanno schiamazzi fino a tardi.

la pazza gioia e il dolore di vivere

In questi giorni nelle sale cinematografiche italiane (e anche in quelle biellesi) è in programmazione l’ultimo film di Paolo Virzì , “la pazza gioia”. Questo film - che consiglio a tutti - indaga il tema della malattia mentale, della depressione e anche dell’unicità delle donne. Un po’ “Thelma&Louise” un po’ “Birdy”, con la leggerezza che solo il cinema d’autore italiano può fare.

Vedendo questa pellicola però non ho potuto non pensare al mio territorio, alla sequenza settimanale di suicidi che stanno riempiendo le cronache locali e che ci parlano – esattamente come nel film di Virzì – del “dolore del vivere”; i tanti e tante, uomini e donne, che non riescono a trovare una ragione per andare avanti spingendosi fino all’atto estremo del non ritorno.

le notizie cattive e la stampa libera

I fatti sono noti: un prete pedofilo già operante per molti anni nel biellese, spedito negli anni ’90 in Brasile dove è stato accusato di reati sessuali su minori che rientra in Italia e continua a svolgere le sue funzioni sacerdotali.

Un giornale, questo, che racconta i fatti dopo che i blog di don Andrea Giordano e di Daniele Gamba avevano diffuso la notizia in internet.

Tre giorni di minacce, retromarce ed ammissioni da parte della Curia e posizioni al limite del ridicolo da buona parte della stampa locale, cartacea e on line.

Alla fine la Diocesi di Biella che ammette che questo giornale aveva semplicemente fatto il suo lavoro: informare i cittadini, fornire le fonti e dare il giusto risalto a una notizia che lo meritava.

il 25 aprile delle contestazioni

Un 25 Aprile, quello biellese, che - a dispetto delle belle giornate che ci ha regalato questo ponte di festa - è stato costellato da roventi polemiche per le manifestazioni che si sono svolte. La prima, venerdì 22, sul piazzale della Provincia di Biella dove le “democratiche” (l'organizzazione femminile del Partito Democratico) - in collaborazione con l’ente presieduto da Ramella Pralungo - hanno voluto ricordare il ruolo delle donne nella lotta partigiana. Un’iniziativa che non è passata inosservata e che ha scatenato pesanti polemiche per la “sponsorizzazione” che un ente istituzionale ha dato a un’iniziativa di partito.

Lunedì a Lace, frazione di Donato luogo simbolo della lotta partigiana, nuova contestazione non più sui giornali locali ma direttamente in piazza.