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Diritti e libertà

le notizie cattive e la stampa libera

I fatti sono noti: un prete pedofilo già operante per molti anni nel biellese, spedito negli anni ’90 in Brasile dove è stato accusato di reati sessuali su minori che rientra in Italia e continua a svolgere le sue funzioni sacerdotali.

Un giornale, questo, che racconta i fatti dopo che i blog di don Andrea Giordano e di Daniele Gamba avevano diffuso la notizia in internet.

Tre giorni di minacce, retromarce ed ammissioni da parte della Curia e posizioni al limite del ridicolo da buona parte della stampa locale, cartacea e on line.

Alla fine la Diocesi di Biella che ammette che questo giornale aveva semplicemente fatto il suo lavoro: informare i cittadini, fornire le fonti e dare il giusto risalto a una notizia che lo meritava.

il 25 aprile delle contestazioni

Un 25 Aprile, quello biellese, che - a dispetto delle belle giornate che ci ha regalato questo ponte di festa - è stato costellato da roventi polemiche per le manifestazioni che si sono svolte. La prima, venerdì 22, sul piazzale della Provincia di Biella dove le “democratiche” (l'organizzazione femminile del Partito Democratico) - in collaborazione con l’ente presieduto da Ramella Pralungo - hanno voluto ricordare il ruolo delle donne nella lotta partigiana. Un’iniziativa che non è passata inosservata e che ha scatenato pesanti polemiche per la “sponsorizzazione” che un ente istituzionale ha dato a un’iniziativa di partito.

Lunedì a Lace, frazione di Donato luogo simbolo della lotta partigiana, nuova contestazione non più sui giornali locali ma direttamente in piazza.

#ciaone e la democrazia spiegata dai bambini del Villaggio

Venerdì pomeriggio, giardino della Scuola Primaria del Villaggio Lamarmora, l’insegnante (chi scrive) si reca un attimo in bagno e, al suo ritorno, trova la propria sedia tutta piena di terra. Chiamo velocemente i miei e le mie alunne per chiedere spiegazioni ma tutti con le mani alzate (e sporche di terra) che si discolpavano dal fatto.

Mi arrabbio, non tanto per la sedia ma perché nessuno si è assunto la responsabilità del gesto e gli dico che se non viene fuori il responsabile, oggi, non saremmo andati in palestra a fare Educazione Motoria.

Prontamente si fa avanti un bambino che però, dopo pochi secondi, si chiarisce subito preferisca intestarsi una colpa non sua che saltare la ginnastica...

a Biella una sanità d'eccellenza

Quando, mercoledì notte, mio figlio maggiore Leonardo ha cominciato ad avere la febbre ho pensato “eccoci di nuovo, tra lui e suo fratello si beccano tutti i malanni di stagione!”. Giovedì alla febbre si è aggiunto anche un forte dolore alla pancia. Informata la nostra pediatra, la Dott.ssa Zavallone, una giovane, energica e preparata specialista, abbiamo convenuto che la mattina dopo fosse necessaria una visita di controllo. Venerdì mattina ci siamo quindi recati dalla nostra pediatra di base che dopo averlo visitato e visti i sintomi e i dolori che lamentava Leonardo alla pancia ci ha “spedito” in pronto soccorso per una visita che potesse escludere una peritonite.

giù le mani dal corpo delle donne

Centodiciannove. Questo non è un numero a caso ma sono le donne che nel biellese, solo lo scorso anno, sono state vittime di violenza. Donne che hanno avuto il coraggio di denunciare il loro padre, il loro marito o fidanzato, il loro figlio. Ventuno sono state vittime di stalking, 36 di violenza sessuale e 57 di molestie quasi sempre tra le mura domestiche o nel posto di lavoro. Sono donne di origine italiana ma, come ci riferisce l’autorità giudiziaria, anche cittadine di origine straniera.

Queste donne sono però una minoranza rispetto a tutte le donne che nel biellese e non solo subiscono, ogni giorno, abusi da parte del maschio e che hanno paura di denunciare i loro aguzzini.

la legittima difesa e gli onorevoli "pistola"

In questo disgraziato paese qualsiasi evento di cronaca si trasforma e si ingigantisce fino a sbiadire il senso e il contorno delle cose. Avviene soprattutto quando il cortocircuito tra informazione e politica gioca ad alimentare le paure. Un sicuro bottino di ascolti per i primi e di voti per i secondi. La paura dei “diversi” adesso si è spinta non solo in pericolose campagne xenofobe verso profughi e migranti ma ha anche confezionato la soluzione a portata di mano: l’arma da fuoco.

Pistola, rivoltella, fucile, mitraglietta, tutto è utile a farci credere che con un’arma saremo finalmente al sicuro. L’uomo nero non entrerà più in casa e se proprio lo dovesse fare noi siamo pronti, un po’ Texas Ranger un po’ giustiziere della notte.

fumeria di "cannabis" e dibattiti stupefacenti

“L’ex Mirò-Spritz trasformato in fumeria di cannabis”. Questi i titoli che abbiamoletto in questi giorni sulla stampa locale. Così, quello che per anni è stato il ritrovo per centinaia di giovani della “Biella bene” o, più semplicemente, amanti di un certo tipo di musica e di certo tipo di divertimento, è diventato per una notte (o forse di più) un luogo di ritrovo dove fumare cannabionidi e bere alcool.

In verità nulla di nuovo rispetto alle presenti e passate notti dei giovani biellesi visto che da noi, come in tutta Italia, i consumatori di hashish e marijuana sono tantissimi.

i #referendum possibili e l'impossibile coerenza

A luglio sono stati depositati in Cassazione otto proposte referendarie per abrogare alcune delle leggi fatte dal governo Renzi. Dalla “buona scuola” alle trivellazioni nel Mediterraneo, dalle legge elettorale al Jobs Act. Temi serissimi ai quali, volendo, se ne sarebbero potuti aggiungere anche altri. I referendum in questo paese hanno avuto alterne fortune ma sono stati, in molti casi, la ri-appropriazione della sovranità popolare su temi fondamentali per la vita dei cittadini. Per questo, appena sono stati disponibili i moduli ad agosto, mi sono recato presso la cancelleria del Comune di Biella per sottoscrivere tutti gli otto referendum inaugurando, involontariamente, la raccolta.

#laterraèditutti

Spiace doverne parlare una settimana dopo. Spiace averne letto poco (e male) sugli organi di informazione locale. Eppure, venerdì scorso al Chiostro di San Sebastiano, la giornata del rifugiato è stata una manifestazione per certi versi davvero eccezionale. Non mi interessa riprendere qui le polemiche di chi ha contestato lo slogan “il cielo è di tutti” che, citando un marxista non pentito come Gianni Rodari, a qualcuno è apparso un riferimento troppo “religioso”. Non mi interessa neppure discutere di chi ha realmente organizzato quella serata e di chi ha furbescamente provato a metterci il cappello.

Bella Ciao!

Se dovessi pensare alle canzoni che ricordo della mia prima infanzia, me ne vengono in mente solo due: “La gatta” di Gino Paoli e “Bella Ciao”. Le ricordo dalla voce di mia madre, intonatissima e cantante mancata che con trasporto me le ripeteva, probabilmente, insieme a molte altre.

Le orecchie di un bambino sentono solo le parole, la musica e, difficilmente, pensano alle metafore o alle allusioni. Sarà per questo che nella mia infanzia mi hanno fatto compagnia diversi gatti, e da adolescente ho cercato di capire perché fosse così bello il fiore del partigiano.