l'arcangelo senza ali

 

Lo devo ammettere, questa volta ha ragione. Per la prima volta dal 2005, anno nel quale Daniele Gamba cominciò la sua attività di spamming settimanale nelle caselle di posta di migliaia di biellesi, l’ultimo “Arcangelo” me lo sono proprio meritato.

Parla di “Tera”, il centro oncologico per bambini che dovrebbe sorgere alle porte di Biella. Un  tema che i lettori e le lettrici di alasinistra conoscono bene, avendone letto qui (e solo qui, approfonditamente) negli ultimi mesi e che quindi avrei dovuto assolutamente ripresentare anche mercoledì dopo il voto in Consiglio Comunale. Me ne dispiaccio ma, siccome non c’era nulla di nuovo da dire, se non l’esito del voto, ho preferito dedicarmi ad altro e lasciare ai giornalisti la cronaca della giornata.

Gamba nella sua veste di fustigatore “divino” ripropone attraverso la sua mail-spamming le osservazioni che a nome del Circolo biellese di Legambiente aveva redatto l’otto dicembre scorso. E qui c’è il primo arcano: perchè Gamba che informa di ogni iniziativa che svolge, con le diverse casacche che indossa,  non ha ritenuto di far sapere quali erano le osservazioni che lui e Legambiente portavano al progetto?

Secondo arcano: dopo che il sottoscritto ha dato copia delle diverse osservazioni agli organi di stampa e queste sono state pubblicate con le contro deduzioni dell’Ufficio tecnico, perché Gamba – che oggi riporta quelle osservazioni (dopo cinque giorni dal voto dell’aula) – non risponde nel merito di quelle contro deduzioni o perché non annuncia, a seguito del - da lui dichiarato - “piccolo favore” sull’aumento dell’altezza concessa, una ulteriore azione di denuncia verso i beneficiari di tale favore e gli elargitori dello stesso e, nel caso, sulle presunte motivazioni?

Terzo arcano: dove starebbe la “fuffa” della Sinistra e la differenza tra "mesi fa" e oggi? Gamba come al solito è disattento, poco informato e spara nel mucchio ma, per mia fortuna questo sito e i verbali (oltre che i giornali) parlano chiaro. Il 25 novembre ho svolto un intervento che ho pubblicato integralmente qui e che – a differenza dell’Arcangelo – chiunque poteva venire e commentare. Alla fine di quell’intervento avevo dichiarato che non avrei partecipato al voto, esattamente come ho fatto martedì. Non ho partecipato al voto, allora come oggi, perché, a differenza di Gamba, non mi sono voluto fermare al “consumo di suolo” o alla richiesta di una diversa collocazione del centro; le mie perplessità erano e sono sul progetto sanitario.

Perplessità espresse in solitaria dal sottoscritto il 25 novembre e ribadite due settimane dopo non da Daniele Gamba, ma da Paolo Monferino, Assessore regionale leghista alla Sanità. Tema questo, che dopo tre mesi ha portato i granitici 38 consiglieri favorevoli del 25 novembre, ad assottigliarsi a 32 con diverse, clamorose, prese di posizione simili alle mie.

Ma evidentemente, l’aspetto del centro oncologico a Gamba non interessa, preferisce disquisire della cappella dell’Ospedale piuttosto che capire se quel centro salverà davvero la vita a qualche decina di bambini all’anno o se sfornerà soltanto un costosissimo farmaco a carico della sanità regionale.

Siccome io a questa ultima, fondamentale, domanda non ho mai avuto risposta, non posso che ribadirla in tutte le sedi e con tutti gli strumenti che ho a disposizione e, alla fine, dichiarare la reticenza del mio interlocutore (in questo caso la Giunta comunale) e dichiarare la mia impossibilità ad esprimere un parere favorevole o contrario rispetto a una variante urbanistica che prevederà anche un centro oncologico per bambini.

 Sempre qui (e non sull’Arcangelo) si è potuto leggere di chi è la proprietà di quei terreni e sul perché fosse assolutamente inopportuna la presenza in aula di uno dei proprietari di quel sito.

A Gamba neppure questo aspetto importa, la sua “tiritera” è come sempre monodirezionale, solo che questa volta l’uomo che porta il “messaggio” di Dio ha le ali spezzate. Se le è spezzate quel giorno che dichiarò l’incoerenza del resto del mondo e poi accostò – a proposito di consumo del suolo - il nome di Tavo Burat e di Legambiente a quello degli “Orsi”. Ma, come in tutte le religioni che si rispettino, solo il suo dio ha la verità e solo lui ne è il messaggero e il custode.

Per fortuna quindi che sono agnostico.