la democrazia al lavoro

Sembra una piccola cosa di fronte al ben più corposo attacco ai diritti del lavoro messo in atto in Italia da Marchionne alla Forniero ma, il ripristino della legge contro le dimissioni in bianco introdotta da molte deputate di sinistra durante il Governo Prodi e prontamente cancellata da quello Berlusconi, è parte della cifra con la quale si misura il grado di civiltà di un paese.

Per questo, il Gruppo de “La Sinistra” ha fatto propria la campagna nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà e le sollecitazioni delle compagne e dei compagni della Federazione della Sinistra proponendo anche in Consiglio Comunale una mozione che chiede un impegno al Parlamento e al Governo per reintrodurre la legge.

Abbiamo fatto di più: abbiamo proposto, con un apposito emendamento, che la clausola contro questa incivile pratica venga inserita nel “nuovo regolamento per la disciplina dei contratti” che verrà discusso e votato nel Consiglio Comunale del 21 febbraio p.v.. Molto probabilmente l’emendamento verrà ricusato perché uno degli ultimi regali della triade Tremonti-Sacconi-Brunetta è stato, nel decreto di novembre, impedire alle Amministrazioni locali di introdurre nuove clausole per l’esclusione dai contratti non previste dalla legislazione nazionale.

Mentre i Sindaco possono vietare che più di tre persone mangino il gelato nel parco dopo le 23 (ordinanza dell’ex amministrazione leghista di Novara) o si indossi il burqa a Cossato o a Varallo (sempre fantasie degli omini in verde), tutelare il lavoro e nello specifico le lavoratrici pare vietato “se non rientra nella normativa nazionale”.

Bene, continueremo la battaglia, attraverso l’emendamento e con la mozione, sapendo che la resistenza contro l’attacco sistematico ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è solo all’inizio e dovremo mettere in campo tutte le forme e le forze possibili perché questo paese conservi (e magari estenda) il tanto famigerato Statuto dei lavoratori, a partire da quell’ articolo 18 che va esteso, non certo cancellato.

 


MOZIONE PER IL RIPRISTINO DELLA LEGGE  CHE CONTRASTA IL FENOMENO DELLE DIMISSIONI IN BIANCO SUI POSTI DI LAVORO E NORME CHE SCORAGGINO TALE PRATICA NEI BANDI DI GARA E APPALTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Premesso che :

  • Il fenomeno delle dimissioni in bianco interessa circa 2 milioni di lavoratrici e lavoratori italiani, ma soprattutto le donne in età fertile in una percentuale del 60 per cento ed è diffuso su tutto il territorio nazionale;
  • Per i datori di lavoro ricorrere a questo strattagemma, che rappresenta anche un modo per aggirare l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, è tornato possibile perché la norma che contrastava il fenomeno, introdotta nel nostro ordinamento durante il Governo Prodi con la legge 188/2007 (approvata all’unanimità dal Parlamento), è stata prontamente abrogata, a pochi mesi dalla sua entrata in vigore, dal Governo Berlusconi;
  • Per le donne i motivi più frequenti dell'ingiustificato licenziamento sono la gravidanza o la nascita di un figlio, la malattia, l'età, nonché i rapporti con il sindacato. Secondo quanto si legge nel Rapporto annuale 2011 dell'Istat, sono circa 800 mila, quasi il 9 per cento delle lavoratrici, le donne che, nel corso della loro vita, sono state licenziate attraverso le dimissioni in bianco o perché in gravidanza. A subire più spesso questo trattamento sono le più giovani (il 13,1 per cento delle madri nate dopo il 1973), le residenti nel Mezzogiorno (10,5 per cento) e le donne con un titolo di studio basso (10,4 per cento), le donne che lavorano o lavoravano come operaie (11,8 per cento), quelle impiegate nell'industria (11,4 per cento);.
  • tra le lavoratrici costrette a lasciare il lavoro in occasione o a seguito di una gravidanza, solo 4 su 10 hanno poi ripreso l'attività, solo 23 su 100 al Sud.
  • considerato che da tempo sono assegnati alla Commissione Lavoro del Senato proposte di legge finalizzate al contrasto del fenomeno delle dimissioni in bianco e che la stessa Ministro  Fornero ha di recente dichiarato di voler porre rimedio a questa grave situazione;

 

 Si impegna la Giunta e il Sindaco di Biella:

  • di procedere a introdurre nei bandi e nelle gare per beni e servizi, clausole che fin dal bando prevedano la possibilità di dimissioni solo se firmate in presenza del funzionario o del dirigente dell’amministrazione pubblica responsabile dell’atto.
  • Il consiglio comunale chiede al Governo e al Parlamento di ripristinare il divieto delle dimissioni in bianco e di emanare una legislazione di contrasto del fenomeno;

delibera di inviare la presente mozione al Presidente del Consiglio, ai Ministri del Welfare e delle Pari Opportunità, ai presidenti delle commissioni lavoro e i capigruppo di Camera e Senato 

 

Il capogruppo de “La Sinistra”

alla Città di Biella

roberto pietrobon

Biella, 16 febbraio 2012

Commenti

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Graziee...ci arrendiamo un

Graziee...ci arrendiamo un minuto dopo di loro...anche se è una delle tante.

Marisa Nicchi

Certo

Grazie a te Marisa, per questa e per le altre battaglie che conduci, e come si dice da queste parti a sarà dûra!

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