Progetto Tera: ecco le prime (chiare) risposte

Nonostante gli strali e le scomuniche a mezzo stampa che certi personaggi mi hanno indirettamente rivolto sul mio comportamento in aula in merito al Progetto Tera ecco che le domande che avevo posto cominciano ad avere precise risposte.

Qui di seguito potete leggere la risposta fornita oggi dall'Assessore Regionale alla Sanità Monferino (Lega) all'interrogazione della Consigliera Regionale della Federazione della Sinistra Eleonora Artesio e di Ronzani.

Leggetela con attenzione, poi ne riparliamo...

 

"Non risulta, ad oggi, pervenuta all'Assessorato alcuna documentazione ufficiale inerente al progetto in parola; risulta che nemmeno l’Asl abbia ricevuto documentazione in merito (l’Asl BI è, peraltro, attualmente sede di Polo Oncologico e Antenna della Rete di Oncologia ed Oncoematologia Pediatrica, operativa sul territorio regionale).

 

In merito al progetto, si illustrano le seguenti considerazioni:

-          non si comprende quali siano le tecnologie radioterapiche innovative, “rivolte in particolare ai bambini”, presso un centro “destinato alla cure delle patologie oncologiche in età pediatrica”;

-          le opere di completamento previste (“residence e foresterie, aree di ristoro, centro congressuale e aule multimediali, parchi pubblici in cui saranno inserite attività di ippoterapia, nonché un centro commerciale”) paiono non tenere in minimo conto le condizioni peculiari dei pazienti affetti da patologia oncologica, che - in particolare durante il periodo delle terapia - sono immunodepressi e necessitano di ambiente protetto, che non sembrerebbe garantito dalle opere di completamento in parola (senz’altro degnissime, ma non migliorative di un centro a precisa vocazione assistenziale per oncologia pediatrica);

-          “i beneficiari diretti dovrebbero essere 250 minori l’anno”: non si evince la fonte per l’individuazione di tale numero, considerato che ogni anno, in Italia, si ammalano di cancro circa 1600 bambini e adolescenti (0-14 anni), di cui il 40% è affetto da leucemie e linfomi ed il restante 60% è affetto da tumori solidi la cui eziologia è estremamente variegata;

-          non è chiaro il ruolo di “fornitore esclusivo di isotopi” che il centro dovrebbe assumere in ambito regionale;

-          l’eventuale parere del Ministero della Salute – al cui esame il progetto sarebbe attualmente sottoposto – non prescinde dalla valutazione regionale, cui spetta il compito di analizzare ed individuare ogni fabbisogno sanitario del proprio territorio;

-          ad un certo punto, si cita in specifico la cura "dei tumori agli occhi dei bambini”: il tumore dell’occhio, nel bambino, è estremamente raro (in particolare, si tratta perlopiù di retinoblastoma; l’unico centro di cura di riferimento in Italia è attualmente a Siena); non si comprende la rilevanza particolare data a questa specifica tipologia di tumore in un progetto che dovrebbe essere innovativo per tutti i tipi di cancro pediatrico.

 

In definitiva, non è possibile esprimere alcuna valutazione specifica e circostanziata in merito ad un progetto di cui non si ha copia, né comunicazione formale da parte del soggetto attuatore.

 

Infine, si ritiene utile ribadire – come brevemente accennato in premessa – l’attenzione che la nostra Regione ha sempre accordato ai piccoli e giovani pazienti affetti da cancro, istituendo formalmente la Rete di Oncologia ed Oncoematologia pediatrica (D.G.R. n. 30-14272 del 06.12.2004), i cui obiettivi specifici sono:

  • rispondereall’incremento dell’incidenza delle patologie tumorali
  • ottimizzareil percorso diagnostico-terapeutico assistenziale del paziente e migliorare la presa in carico del paziente e della famiglia
  • razionalizzarel’impiego di risorse umane e materiali in ambito sanitario
  • implementare i rapporti con le Oncologie ed i  Medici di medicina Generale
  • superarela frammentarietà e la disomogeneità delle prestazioni sanitarie in campo oncologico

 

Gli obiettivi sopra elencati sono stati raggiunti nella quasi totalità, con l’organizzazione di percorsi assistenziali strettamente collegati  tra gli specialisti ospedalieri ed i Pediatri di libera scelta, su tutto il territorio regionale; per quanto sopra, la Rete è stata estesa al territorio della Valle d’Aosta con l’istituzione della Rete Interregionale di Oncologia e Oncoematologia Pediatrica, nell’ambito del progetto organizzativo della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta (D.G.R. n. 25-13679 del 29.03.2010).

Commenti

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le strumentalizzazioni del centrodestra

Ottimo lavoro! la risposta dell'Assessore all'interrogazione evidenzia come il progetto apparentemente basato sul polo oncologico pediatrico non abbia nessun riscontro ne in termini di numeri ne in termini di programmazione regionale e nazionale. I dubbi non solo restano ma aumentano. Ci vuole chiarezza.

Fantastico.......

Fantastico.......

Io avrei usato un altro

Io avrei usato un altro aggettivo però...

certo anche io... avevo

certo anche io... avevo finito le parole e avevo solo parolacce...

 

Formicasilenziosa

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