chi si estranea dalla lotta è un...

Della storia del finanziamento pubblico ai giornali avevo già parlato un annetto fa in merito ai 283 mila euro di cui aveva goduto uno dei nostri tre giornali locali, il Biellese, quello che fa capo alla curia vescovile. Oggi quei contributi collocano in un’oggettiva posizione di privilegio il giornale della diocesi di fronte alla guerra provocata con l’uscita del terzo numero di “Eco” il sabato in concomitanza con “La nuova Provincia”.

Questi contributi però sono nuovamente (come da tre anni a questa parte) messi in serio pericolo dai cosiddetti tagli lineari di Tremonti.

Per questo nei giorni scorsi l’insieme dei giornali di partito, quelli editi da cooperative e quelli appunto afferenti al mondo cattolico, hanno unitariamente scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, per chiedergli di intervenire contro questa scelta.

Ho letto e riletto le firme in calce all’appello nell’affannosa ricerca del Direttore de “il Biellese”, Silvano Esposito, visto l’incredibile finanziamento ricevuto nell’ultimo anno e il conseguente rischio anche per il bisettimanale biellese.

Oggi leggiamo sulla prima de “il manifesto” che il nostro Presidente, dando ragione agli scriventi, garantisce il suo interessamento e la sua iniziativa in favore della libertà di stampa.

Non è dato sapere perché “il Biellese” non si sia unito alle firme delle altre numerose testate della FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici)  di cui fa parte.

Sono certo che non sia per i contenuti della lettera che tra le altre cose scrive: “Anche nel mondo dell’editoria, dove è indispensabile un’opera di bonifica per distinguere, sulla base di rigorosi criteri, i giornali «veri» dalle testate inventate a bella posta per lucrare sulle erogazioni pubbliche”. La storia centenaria del giornale diocesano non può di certo non farlo considerare un giornale “vero”.

Nondimeno vorrei sperare se per caso la motivazione fosse da attribuire alla critica al Governo Berlusconi visto che, tra i firmatari, compare il Direttore de “il Secolo d’Italia” Marcello De Angelis, senatore berlusconiano.

E’ solo ignavia allora? In questo caso se questa iniziativa sortirà (come io mi auguro) gli effetti sperati, il nostro bisettimanale ne godrà come tutti gli altri.

Mi sovviene a riguardo un vecchio slogan che si canta ancora nei cortei sindacali: “chi si estranea dalla lotta è un gran ...

...e una firma non mi sembra poi una gran lotta, a meno che abbiamo deciso di rinunciare ai lauti contribuiti fin qui ricevuti.

Update: Questa mattina mi ha chiamato il Direttore de "il Biellese" Silvano Esposito per commentare questo post, secondo lui assolutamente ingeneroso. Esposito sostiene - e io non ho nessuna ragione per dubitarne - che la FISC di cui il suo giornale è parte non l'abbia minimamente contattato per sottoscrivere l'appello a Napolitano.

Esposito ci ha tenuto a chiarire che lui, nel caso, l'appello l'avrebbe sicuramente sottoscritto. A differenza di altri però Esposito non mi ha bollato come "nemico" del suo giornale e anzi abbiamo riso della mia "scivolata".

Ho ritenuto, senza che per altro lui mi chiedesse nulla a riguardo, di precisare questo aspetto, pur mantenendo il post che mi ha permesso comunque di rimbalzare la notizia sugli assurdi tagli lineari all'editoria decisi da Tremonti e per rinverdire la querelle tra i tre giornali locali...

Mi permetto solo un consiglio alla direzione de "il Biellese": se fossi in voi un po' mi incazzerei con la Federazione alla quale appartenete, perchè una cosa è "estraniarsi dalla lotta" un'altra è esserne immotivatamente esclusi.

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