Ecoinceneritore

Ecoinceneritore

da "La Stampa" del 5 luglio 2012

di Samuel Moretti

Il Biellese «centrale» dei rifiuti per il Piemonte nord-orientale. Così almeno si intuisce dalle novità in materia di «monnezza». Tra qualche giorno Verbania porterà il suo indifferenziato al polo tecnologico di Cavaglià: 25 mila tonnellate orfane dell’inceneritore di Mergozzo che saranno lavorate nell’impianto Ecodeco del basso Biellese e poi smaltite altrove: «Per noi è un vantaggio, più rifiuti portiamo qui, più abbatteremo i costi di gestione riducendo le bollette», dice l’assessore provinciale Fausto Governato.

A Cavaglià però potrebbe arrivare anche la spazzatura di Vercelli. Secondo gli esponenti di Sinistra ecologia e libertà Pietrobon e Comella «i curatori fallimentari della società che gestisce l’inceneritore vercellese hanno comunicato che l’impianto spegnerà a settembre e i dipendenti andranno in cassa integrazione». Due mesi, dunque, e altre 45 mila tonnellate finirebbero a Biella. L’ipotesi, accreditata da più fonti, supera il dibattito in corso fra le Province del quadrante. Che hanno elaborato un protocollo (già approvato dal Vco) per decidere strategie comuni. Una prima versione dell’intesa ipotizzava un revamping dell’inceneritore vercellese per trattare le 160 mila tonnellate dei 4 distretti. Abbastanza per scatenare polemiche violente, messe a tacere da qualche marcia indietro e un protocollo in versione soft. Dietro le quinte intanto si è lavorato a un disegno diverso. Confermato da Governato: «Non è escluso che sarà Cavaglià il polo per la lavorazione dei rifiuti di tutto il quadrante». Il quadro: Novara, con le sue 65 mila tonnellate l’anno, resterebbe autonoma. E a Cavaglià sarebbero destinate le 42 mila tonnellate del Vercellese e le 25 mila del Vco, oltre alle 42 mila biellesi (le sole a finire nella vicina discarica). Un modo per sfruttare al meglio l’impianto, capace di gestire 140 mila tonnellate: «Il merito dell’operazione, che valorizza il polo tecnologico, è del presidente Cosrab Gianluigi Nicolello – dice Franco Smerieri di Ecodeco, la parte privata di Asrab –, che si è speso per arrivare a questo risultato».

Di «confusione e contraddizioni» parlano Pietrobon e Comella: «Ci domandiamo se esista davvero un protocollo d’intesa tra le Province e quale ne sia l’obiettivo». Poi chiedono trasparenza: «Il centrodestra dovrebbe chiarire pubblicamente qual è la sua idea su un tema fondamentale».