i problemi reali

Mentre il Palazzo nel quale sono asserragliati Gentile e la sua Giunta discutere come sopravvivere fino al 2014 ieri il Gruppo Consiliare de "La Sinistra" unitamente alla Federazione della Sinistra e a Sinistra Ecologia e Libertà ha tenuto una conferenza stampa per denunciare lo scandalo del regolamento attuativo sulla nuova legge regionale sulla casa oltre che denunciare la situazione delle case popolari nella nostra Città e avanzare le nostre proposte.

L'immagine del post è dell'articolo di oggi su "La Stampa" mentre di seguito potete leggere i due articoli che ci ha dedicato l'Eco.

CASO DELL'EMERGENZA ABITATIVA Più di 100 alloggi popolari inutilizzati

La denuncia della Sinistra. Il motivo? Mancano i soldi per le manutenzioni straordinarie. E le famiglie in lista d'attesa sono 400 E ora per accedere al fondo sociale... si paga Pagare per essere aiutati. Può sembrare un paradosso ma non è così. Da quando è stato rinnovato in regione il meccanismo per accedere al fondo sociale (fondo che serve come sostegno alla locazione per chi abita in una casa popolare) bisognerà sborsare dal prossimo anno almeno 480 euro. La Regione, infatti, hacambiato la definizione di morosità colpevole: in pratica tutte le persone che percepiscono reddito, anche se si tratta di poche centinaia di euro, devono essere annoverate come morosi colpevoli. E quindi pagare per essere aiutati. «Il caso - ha spiegato ieri Tony Filoni  - mi è stato presentato da una mamma, precaria nel mondo della scuola, con uno stipendio di 300 euro al mese e due figli. Come fa a pagare 480 euro? Me lo spiegate?». La cifra da versare è fissa per chi ha un indicatore Isee da 0 a 6.000 euro, mentre chi supera questa soglia dovrà versare il 14 per cento del reddito per poter accedere al fondo sociale. «Per questo motivo - ha annunciato Pietrobon - chiederemo che 100mila euro dei 4,5 milioni di avanzo di amministrazione vengano impegnati per il sostegno alla locazione, sia essa in alloggi pubblici o privati. Altre proposte attraverso emendamenti, arriveranno per cercare di diminuire l'impatto sui bilanci delle famiglie dopo l'aumento delle tariffe dei servizi a domanda individuale». l E . P.

ALMENO 480 EURO PER RICEVERE AIUTO Quando
si parla di emergenza abitativa si tocca un tasto dolente per Biella. Più di quattrocento persone in lista d'attesa per ottenere un alloggio popolare sono un dato che fa riflettere. Tanto che molti interventi sono mirati proprio a risolvere questa problematica. Ma c'è un ma. Ed è stato denunciato con forza ieri nella sede di Sinistra Ecologia e Libertà dal consigliere comunale Roberto Pietrobon, da Tony Filoni e da Barbara Pietrobon, membro del consiglio di amministrazione dell'A t c, l'istituto proprietario di gran parte delle case popolari nel Biellese. «Gli alloggi sfitti, nonostante la grande piaga sociale dell'emergenza abitativa, sono più di cento». I numeri. I dati forniti ieri dai tre rappresentanti della Sinistra sono  preoccupanti: su un patrimonio totale di 1.034 alloggi, di cui 243 di proprietà del Comune di Biella e 791 dell'Atc, circa il 10 per cento sono vuoti. «Sono 30 quelli del Comune - ha spiegato Roberto Pietrobon - e dunque, facendo le dovute proporzioni, se consideriamo quelli dell'Atc superiamo i cento alloggi non ancora assegnati». I motivi? La mancanza di risorse per le ristrutturazioni e le manutenzioni degli alloggi che spesso vengono lasciati da chi ci abitava in condizioni di degrado assoluto. Degrado che viene combattuto in modo più rapido dal Comune di Biella che ha maggiori strumenti, soprattutto eco

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