Lega Nord: dalle trote alle bufale

 

In questi giorni non si parla d'altro. I e le fidanzate di Rosy Mauro e Renzo Bossi, il finanziamento pubblico (e il suo uso "disinvolto") ai partiti ma più in generale, soprattutto qui al Nord, del futuro della Lega e del suo elettorato. L'attenzione morbosa che il cosiddetto sistema dell'informazione italiana ha mosso intorno alla vicenda, travalica dall'inchesta giornalistica ed entra, smaccatamente, nel più degradante gossip. Attendiamo a riguardo un plastico della villetta di Gemonio  per poterci gustare al meglio i brividi delle notti esoteriche nella soffitta bossiana.

Poco e male invece si è indagato del fenomeno Lega, di ciò che ha rappresentato e degli effetti difficilmente cancellabili che ha impresso nella cultura, profonda, di questo paese.

Abbiamo letto i ragionamenti interessati di Luca Ricolfi che ha tracciato le linee guida sulle quali, secondo lui, sarebbe possibile per la futura (e mai nata) area montezzemoliana lanciare un’Opa sull’elettorato leghista. Ci si è divisi tra apologeti del “Caro leader” Umberto Bossi e novelli Torquemada nel dileggio più sguaiato sui suoi più stretti famigli.

Ho letto poche riflessioni “centrate” invece sul fenomeno leghista come capacità di produzione di senso, di quella (sotto)cultura che ha trasformato le nostre comunità operose in comunità del rancore, orfane del denaro ma, ancora di più, di un “nemico” da utilizzare come capro espiatorio.

Ho trovato interessante l’articolo/inchiesta di Luca Telese su “il Fatto” e i due di Robecchi su “il manifesto”. In questo purtroppo corto elenco, spiccano le riflessioni di Gad Lerner che, forse,  è uno dei più attenti osservatori del leghismo fin dalle origini.

Il nodo centrale - oltre che sul piano “biopolitico” - è però concentrato sull'incapacità con la quale la Lega non ha tradotto le promessi in fatti concreti. Non parlo, ovviamente, né del federalismo né della cosiddetta “devoluzione”, riforme dell’ordinamento dello Stato affidate a mani incapaci e quindi irrealizzabili. Parlo invece dell’ aspetto che, il nuovo corso “maroniano”, vorrebbe imprimere esaltando la Lega della “buona amministrazione” nei governi di prossimità.

La Regione Piemonte è  l’emblema più evidente di questa incapacità di essere un’amministrazione “buona”: scandali, arresti, litigiosità interna ma soprattutto nessuna delle “rivoluzioni” promesse da Cota si sono tradotte in atti concreti.

Il nuovo Piano sanitario regionale è l’insieme di tagli ai servizi e moltiplicazione delle poltrone, le promesse contro le delocalizzazioni sono poi uno degli aspetti più imbarazzanti dell’amministrazione leghista: dagli annunci di battaglia al silenzio assordante sulle politiche industriali di Fiat o contro lo stillicidio delle altre aziende in crisi.

Questo fatto che succede nella nostra piccola Provincia biellese è poi incredibilmente emblematico. Io sfido chiunque a farsi un giro al mercato, al supermercato o in qualche bar per chiedere alla gente tre cose che ricorderà dell’Amministrazione Simonetti, sono pronto a socmmettere che dopo molti prevedibili Simonetti chi? Ci saranno gli scandali giudiziari, la cacciata di Fava e ovviamente la tassa sui passi carrai. E credo che l’ordine non sarebbe questo.

Tre segni indelebili che giustificherebbero una chiusura anticipata dell’esperienza del governo provinciale e che, a mio modestissimo avviso, dovrebbe essere il mantra quotidiano di un’opposizione incisiva in Provincia. Invece tutti incollati lì a odiarsi amabilmente aspettando i “capricci” di Simonetti (Roma o non Roma? Roma, ovvio!)  e le ben più bizzarre capriole della politica nazionale.

La questione dei passi carrai è l’emblema dell’inutilità dell’Ente provinciale come istituzione politica. Introdurre un gravosissimo balzello sui cittadini in maniera assolutamente arbitraria (che colpa ne ho se la strada in cui abito è di competenza della Provincia o del Comune?) senza il quale l’ente non chiuderebbe il Bilancio, è la dichiarazione conclamata di questa inutilità.

Tony Filoni, che fin dall’inizio ha partecipato e animato il Comitato contro la tassa sui passi carrai adesso, che è entrato in SEL (benvenuto! glielo dico pubblicamente), ha socializzato questa battaglia con tutti e tutte noi.

Di seguito il Comunicato di Tony e Angelo Sacco a nome di SEL.


Mentre leggiamo, non senza stupore, che al geometra Simonetti sono stati affidati i conti “tanzanesi” della Lega, scopriamo che lo stesso, all’atto di indossare una delle sue molteplici casacche, in qualità di Presidente della Provincia si appresta a rimangiarsi la solenne promessa di dimezzare la tassa sui passi carrai.

Evidentemente i leghisti preferiscono abbandonare definitivamente le trote e dedicarsi stabilmente alle bufale, come quella di dichiarare un fatto e poi, nottetempo, fare esattamente l’opposto. Così è avvenuto per il tanto agognato federalismo, così sul contrasto alle delocalizzazioni e a favore del made in, così avverrà per questa odiosa e illegittima tassa.

Non ci interessa entrare nelle dinamiche stucchevoli tra correnti e spifferi interni al centro destra; il fatto che l’ente Provincia si stia apprestando a rimangiarsi una promessa sbandierata ai quattro venti è un fatto che squalifica definitivamente chi oggi governa l'istituzione di Via Quintino Sella.

Ci spiace costatare inoltre il silenzio assordante che, dall’inizio della legislatura, pervade gli atti di certi consiglieri che, a parole, si dichiarano esponenti dell’opposizione e poi, o disertano i lavori del Consiglio Provinciale o, più prosaicamente, se ne stanno acquattati e silenti per non compromettere le proprie ambite posizioni di potere.

Sinistra ecologia e libertà è fin dall’inizio contraria a questa odiosa e iniqua tassa e ha condiviso il percorso dei comitati contro questa imposta e, dichiariamo fin d'ora, che continueremo a contrastarla in tutte le sedi opportune.

Ci dicono che se non si introdurrà questa tassa dovranno “consegnare le chiavi al Prefetto”. Bene, lo facciano: prima ci liberiamo di questi amministratori da operetta e meglio sarà per tutti.

Il biellese non ha bisogni di trote-bufale ne di geometri-tesorieri ma di amministratori capaci, competenti e dediti soltanto al bene comune.

 

 

Angelo Sacco

Coordinatore Provinciale di SEL di Biella

Tony Filoni

Circolo di Biella di SEL

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Lega unita nel modo di intendere la res pubblica

La Lega è la Lega, a Gemonio come a Cossato, ve la ricordate la storia dell'auto pubblica usata impropriamente ?

P.s. Simonetti alle prese con gli investimenti in Tanzania da una certa sicurezza alla base. Mi auguro che presto anche il Sindaco di Cossato possa occuparsi dei conti della Lega. Il countdown per le dimissioni di Simonetti da presidente della Provincia e la conseguente caduta di Cossato e forse di Biella, va avanti inesorabilmente.

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