"anche le formiche si incazzano"

“Eppur si muove!”. Verrebbe da parafrasare Galileo nel vedere la campagna appena avanzata dalla destra cittadina per sei mozioni di iniziativa popolare su temi tanto concreti quanto, ad oggi, avulsi dal dibattito politico cittadino. La raccolta firme è di Fratelli d’Italia dopo che il loro consigliere comunale, Andrea Delmastro, si è visto respingere altrettante mozioni da parte della maggioranza PD che amministra Biella. Le proposte spaziano da riduzioni dell’IMU per chi affitta casa a prezzi agevolati, alla possibilità di riscattare un alloggio di edilizia sociale. Si parla anche di gestione della spesa pubblica con la creazione di una società unica per i servizi (rifiuti e acqua) e si propone una nuova modalità di raccolta dei rifiuti.

le notizie cattive e la stampa libera

I fatti sono noti: un prete pedofilo già operante per molti anni nel biellese, spedito negli anni ’90 in Brasile dove è stato accusato di reati sessuali su minori che rientra in Italia e continua a svolgere le sue funzioni sacerdotali.

Un giornale, questo, che racconta i fatti dopo che i blog di don Andrea Giordano e di Daniele Gamba avevano diffuso la notizia in internet.

Tre giorni di minacce, retromarce ed ammissioni da parte della Curia e posizioni al limite del ridicolo da buona parte della stampa locale, cartacea e on line.

Alla fine la Diocesi di Biella che ammette che questo giornale aveva semplicemente fatto il suo lavoro: informare i cittadini, fornire le fonti e dare il giusto risalto a una notizia che lo meritava.

oltre alla Cestovia perchè non #salviAMOlaFunicolare?

E’ partita da una settimana la campagna di raccolta fondi (o come amano dire quelli che se la tirano, il crowdfunding) per salvare la Cestovia del Camino. L’obiettivo è quello di restaurare questo impianto a fune che permette agli amanti della montagna di salire fino a una delle cime più alte (e belle) del nostro biellese.

E’ noto che l’ente strumentale che gestisce gli impianti di risalita ad Oropa è in forte deficit di bilancio nonostante i vari sforzi che, negli ultimi dieci anni, gli amministratori delle Funivie hanno tentato per invertire la rotta.

La campagna mira a raccogliere almeno 100 mila euro tra i cittadini per poi chiedere agli enti pubblici di dare tra i 250 e i 350 mila euro, utili al restauro e alla salvezza dell’impianto.

il 25 aprile delle contestazioni

Un 25 Aprile, quello biellese, che - a dispetto delle belle giornate che ci ha regalato questo ponte di festa - è stato costellato da roventi polemiche per le manifestazioni che si sono svolte. La prima, venerdì 22, sul piazzale della Provincia di Biella dove le “democratiche” (l'organizzazione femminile del Partito Democratico) - in collaborazione con l’ente presieduto da Ramella Pralungo - hanno voluto ricordare il ruolo delle donne nella lotta partigiana. Un’iniziativa che non è passata inosservata e che ha scatenato pesanti polemiche per la “sponsorizzazione” che un ente istituzionale ha dato a un’iniziativa di partito.

Lunedì a Lace, frazione di Donato luogo simbolo della lotta partigiana, nuova contestazione non più sui giornali locali ma direttamente in piazza.

#ciaone e la democrazia spiegata dai bambini del Villaggio

Venerdì pomeriggio, giardino della Scuola Primaria del Villaggio Lamarmora, l’insegnante (chi scrive) si reca un attimo in bagno e, al suo ritorno, trova la propria sedia tutta piena di terra. Chiamo velocemente i miei e le mie alunne per chiedere spiegazioni ma tutti con le mani alzate (e sporche di terra) che si discolpavano dal fatto.

Mi arrabbio, non tanto per la sedia ma perché nessuno si è assunto la responsabilità del gesto e gli dico che se non viene fuori il responsabile, oggi, non saremmo andati in palestra a fare Educazione Motoria.

Prontamente si fa avanti un bambino che però, dopo pochi secondi, si chiarisce subito preferisca intestarsi una colpa non sua che saltare la ginnastica...

Tangenziale del Piazzo: gasati e sbancati

L'articolo di Samuel Moretti di oggi riassume molto bene la mia interrogazione (leggibile di seguito) e chiarisce bene gli aspetti più importanti che mi portano ad essere fermamente contrario a quest'opera.

Mi spiace solamente che oggi nè Moretti su "La Stampa" nè Cesare Maia su "il Biellese" chiedano direttamente a Delmastro quello che io ho provato - inutilmente - a sapere in merito ai costi di questi inutili e dannosi carotaggi.

Visto il successo di alasinistra.org - testimoniato in questi giorni sui giornali e nell'aula di Palazzo Oropa - mi permetto di rivolgere nuovamente da queste colonne la semplicissima domanda: quanto sono costati alle casse comunali, e quindi ai cittadini, questi primi sondaggi?

i "leonkavallini" di destra

L'estremo centro

Cooperanti o cannibali

   

Spiati e controllati

Tutti Uniti per Trivero

Ovviamente gli occhi lunedì saranno tutti puntati su Milano, Napoli, Bologna e Torino. Io seguirò con apprensione quello che accadrà a Milano ma anche quello che potrebbe succedere in altri capoluoghi di regione come Trieste e Cagliari. Non c’è bisogno che mi unisca ai troppi che in questi giorni hanno scritto della valenza nazionale di questa consultazione amministrativa.

Tengo famiglia

Non ho molto da aggiungere a questo articolo. Anche la "difesa d'ufficio" di Martinazzo per aver sestuplicato il suo stipendio si commenta da sola.

La Tangenziale di carta

Delmastro deve proprio essere messo maluccio se venerdì ha dovuto inventarsi sulle colonne de "il Biellese" la panzana del nuovo tracciato della cosiddetta "Tangenziale del Piazzo".

Per due anni Gentile infilava in ogni intervista l'idea di riprendere questo assurdo progetto, poi a Gennaio di quest'anno è uscito allo scoperto delinenando meglio la proposta, quella vecchia di 20 anni, che era già stata ritenuta non realizzabile per i noti rischi idreogeologici.

Vuoi vedere che Milano cambia davvero

 

Sabato il PalaSharp di Berlusconi. Ieri l'Arco della Pace di Pisapia e Vendola.

Vuoi vedere che Milano cambia davvero?

Lo sciopero dello sciopero

Spariti, cancellati, una foto notizia che cancella in un tratto duemila lavoratori e lavoratrici che hanno sfilato in maniera determinata e assolutamente pacifica per le strade di Biella. Per il giornale della FIAT però la notizia merita uno striminzito box e nulla più. Per Telebiella invece lo sciopero proprio non è esistito. Per fortuna che “La nuova Provincia” vi dedica una mezza paginata.