Piazza, bella piazza

Tante e tanti. Davvero. L’emozione che ho provato, entrando in Piazza della Repubblica, è stata enorme. Roma, bella e splendente di un sole caldo, ha accolto e riscaldato un milione di uomini e donne scesi in piazza sabato scorso per la manifestazione della CGIL. Ho riabbracciato amici e compagni di una vita, da quello che oggi, da sinistra, prova in Parlamento a fermare le manovre di Renzi a quello che fa il giornalista free lance, a salario da fame, in un importante quotidiano nazionale.

i "mitici" anni '90

scusate, non mi sono proprio riuscito a tratterene dopo aver visto questo

i tagli di Renzi e le "supercazzole" dei renziani locali

Seicentomila euro per non lasciare, da gennaio, i nostri studenti al freddo nelle aule scolastiche e paesi e frazioni isolati da una possibile nevicata. Questa è la promessa che, venerdì scorso, il Governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ha fatto al biellese.

Questo impegno sarà onorato – ha detto l’ex Sindaco di Torino -  nonostante la “legge di Stabilità” che taglierà ulteriormente i trasferimenti dallo Stato centrale alle Regioni. Non c’è da gioire insomma, perché se momentaneamente la Provincia di Biella è salva, non lo sono i conti degli enti locali, massacrati da una manovra economica che, a detta di molti analisti, fa rimpiangere i cosiddetti “tagli lineari” di Tremonti e Berlusconi.

"La libertà è sempre la libertà di dissentire"

La settimana scorsa si sono prodotti due fenomeni che, casualmente incrociati, parlano di un certo tipo di biellesità ma, anche, di un certo tipo di sinistra. Il primo riguarda il mio corsivo sui #100giorni della Giunta Cavicchioli.

In privato (e su questo aspetto tornerò) ho ricevuto pesantissimi attacchi personali, sfociati in un “scrivi robe da leghista”, come se parlare di tariffe delle mense scolastiche o di consumo di suolo fosse un argomento “da leghista”.

#100giorni di Cavicchioli: un bilancio molto Gentile

“Tutto cambia affinché nulla cambi” è, citando Machiavelli, l’antico vizio della politica italiana. A Biella, invece, hanno deciso di non provare neanche a dare l’impressione che “tutto cambia”. Nonostante il generoso sforzo dei comunicatori della Giunta Cavicchioli, che hanno redatto, per gli internauti, una noticina sui primi #100giorni di governo PD, non riesco proprio a trovare la famosa “svolta” tanto annunciata.

Anzi. A scorrere la nota, il tutto potrebbe essere riassunto in un cartello da appendere fuori Palazzo Oropa con scritto “stiamo lavorando per voi”, con al fondo un piccolo asterisco: “intanto continuiamo con il programma Gentile”.

chi comanda qui?

Ho aspettato un paio di giorni dall'uscita di questa "illuminante" intervista (su "Eco di Biella" a firma Paolo La Bua) a messere Carmelo Jacopino sperando che vi fosse un moto di indignazione, un sussulto, una presa di posizione. A parte il "vippometro" di oggi su "La Nuova Provincia" si è registrato il nulla su tutta la linea.

i conti senza l'oste

Ho aspettato una settimana prima di commentare quella che mi era sembrata fin dall'inizio una proposta folle ovvero ri-trasferire il mercato cittadino in centro con tutti i problemi alla viabilità, alla vivibilità e all'urbanistica che questo potrebbe creare. 

Tranquilli è solo propaganda!

Inculcati

e non è uno scherzo

Questo è  il volantino che i militanti e le militanti  di Sinistra ecologia e libertà e della Federazione della Sinistra distribuiranno questa mattina al Mercato cittadino di Piazza Falcone e in Via Italia presso il gazebo allestito in Piazza S. Marta.

Welcome

Mentre come tanti birilli gli autocrati e i dittatori del Nord Africa stanno cadendo, l’Europa prende tardivamente la parola ma pare incapace di leggere la situazione che si sta sviluppando.

Per troppi anni si sono considerati i governi del Maghreb come terre nelle quali, dopo il post-colonialismo, era facile fare affari e perpetrare un dominio economico con l’avvallo di regimi corrotti e autoritari. Oggi, che il miraggio del “colonialismo sotto nuove forme” è giunto al capolinea, l’Europa pare incapace di porsi in ascolto per sentire le voci dei popoli insorti.