La Cerruti, l'Atap e quei piccoli uomini

Rabbia. Una sensazione fisica prima ancora che mentale o emotiva che mi assale a leggere, da una settimana, lo spettacolo indecente che la politica sta dando in merito alla vendita della nostra società di trasporto pubblico, Atap. Una rabbia che fa il paio che la situazione che stanno vivendo gli oltre 400 dipendenti della Cerruti che, tra poco, diminuiranno a poco più di 300: ennesima crisi, silenziosa, del tessile biellese.

Ai dipendenti della Cerruti i sindacati hanno proposto di tagliarsi tra il 25 e il 50% dello stipendio per evitare gli “esuberi” oppure di incrociare le dita sperando che loro non siano tra i 70 che, da fine anno, saranno messi ai margini del ciclo produttivo. Non c’è più neanche il tentativo, l’intenzione di ribellarsi, solo rassegnazione.

"dormitorio" in Riva, uno scandalo nel cuore di Biella

In Via Marochetti, all’altezza del semaforo di Riva, gli scantinati di un palazzo di edilizia residenziale pubblica erano da almeno due anni una sorta di dormitorio per uomini e donne senza fissa dimora, italiani e di origine straniera. Lunedì scorso Giacomo Moscarola, consigliere comunale leghista, denuncia questa situazione e la stampa ne riporta la notizia nei giorni successivi.

Il martedì si registra una prima presa di posizione da parte dell’Assessora ai Servizi Sociali (con delega alle politiche abitative), Francesca Salivotti, che assicura l’opinione pubblica che il giorno stesso sarebbero partiti i controlli.

cosa ne facciamo del kebabbaro (e dell'Europa)?

Qualche giorno fa ho raccolto lo sfogo di un mio amico che da poco si è trasferito da un quartiere residenziale al centro di Biella. Il mio amico è sempre stato di mentalità aperta, non ha mai disdegnato le bevute in compagnia e, almeno in gioventù, era un discreto “casinista”.

Mi raccontava però che sotto il suo nuovo alloggio, quasi in contemporanea con il suo trasferimento, aveva aperto un take away di pizza e panini kebab e che gli avventori del locale – soprattutto nel fine settimana – fanno schiamazzi fino a tardi.

caro PD, #ciaone!

Alcuni giorni fa ho incontrato un dirigente locale del PD e abbiamo scambiato alcune battute sui ballottaggi imminenti. Lui dava per sicura la riconferma di Piero Fassino (“anche se sul filo di lana”) e molto più incerta quella di Ballarè a Novara.

Io, con ghigno un po’ sadico, ironizzavo che - se il PD avesse perso - la disoccupazione, nel capoluogo piemontese, sarebbe schizzata alle stelle (molto più dei dati drammatici di oggi) per la perdita dei posti di lavoro dei politici  e dei loro cortigiani che, da 23 anni, vivono grazie alla pubblica amministrazione. Lui, ironizzando a sua volta, ha concluso “e sapessi anche quanti biellesi…”.

giù le mani dalla scuola!

Lunedì scorso, entrando nei locali della Scuola dell’Infanzia “Cerruti” di Via delle Roggie a Biella, le maestre hanno trovato una situazione incredibile. Durante il lungo ponte del 2 giugno qualcuno era entrato nell’edificio trasformando la scuola - che educa e forma i bambini e le bambine tra i tre e i sei anni - in un vero e proprio porcile.

Ci sono voluti giorni per lavare via il marchio vandalico lasciato da questi squallidi individui e far tornare tutti e tutte nelle loro classi.

il Terzo Paradiso

Ebbi la fortuna, un paio di anni fa, di partecipare a una sorta di seminario di tre giorni con il maestro Michelangelo Pistoletto presso la Fondazione Cittadellarte.

Fu un incontro organizzato da diversi dirigenti di Sinistra Ecologia e Libertà (molti dei quali diventeranno poi deputati della Repubblica) nel quale discutemmo di arte, di trasformazione, di cambiamenti e, ovviamente, del progetto di “Terzo Paradiso”.

Quella tre giorni avrebbe dovuto avere un seguito, avremmo dovuto provare a far incontrare la politica (allora parlavamo di “buona politica”) con l’arte e i movimenti di trasformazione sociale e culturale.

i #referendum possibili e l'impossibile coerenza

A luglio sono stati depositati in Cassazione otto proposte referendarie per abrogare alcune delle leggi fatte dal governo Renzi. Dalla “buona scuola” alle trivellazioni nel Mediterraneo, dalle legge elettorale al Jobs Act. Temi serissimi ai quali, volendo, se ne sarebbero potuti aggiungere anche altri. I referendum in questo paese hanno avuto alterne fortune ma sono stati, in molti casi, la ri-appropriazione della sovranità popolare su temi fondamentali per la vita dei cittadini. Per questo, appena sono stati disponibili i moduli ad agosto, mi sono recato presso la cancelleria del Comune di Biella per sottoscrivere tutti gli otto referendum inaugurando, involontariamente, la raccolta.

C'era una volta la Prefettura (e la politica)

Introdotta all’inizio del diciannovesimo secolo quando buona parte dell’Italia era sotto dominazione napoleonica, l’istituzione prefettizia ha resistito, con forme e poteri differenti, a tutte le fasi storiche che ha attraversato il nostro paese negli ultimi duecento anni: dal primo periodo unitario all’epoca giolittiana, dal fascismo all’Italia repubblicana.

10 giorni d'#Islanda

Questo è il video dei dieci giorni che ho passato in Islanda tra fine agosto e l'inizio di settembre 2015.

Di seguito invece i post sulla mia pagina FB giorno per giorno, una sorta di "diario di bordo" per questa avventura incredibile.

Primo giorno d'Islanda

i "cornuti e mazziati" del biellese

Certo che in questo giornale lavorano proprio dei mattacchioni. Come considerare altrimenti la notizia comparsa martedì scorso sull’on line che annunciava la pubblicazione dell’”elenco degli 828 residenti nel Biellese iscritti al sito di incontri extraconiugali Ashley Madison”. Io ero ancora in ferie ma, vedendo in rete la notizia che annunciava l’uscita per il giorno dopo della pubblicazione della lista dei fedifraghi, ho pensato che il mio giornale avesse superato ogni limite. Fortunatamente, ho pensato, quel giorno “alasinistra” non sarebbe uscita. Come me l’hanno pensata decine di lettori che hanno etichettato il giornale con frasi del tipo: “siete peggio di Novella 2000”, “cosa si fa per vendere qualche copia in più”, “fatevi i caxxi vostri” e via dileggiando…

Biella "a babbo morto"

“A babbo morto” è un’antica espressione toscana (maremmana per la precisione) che indica un riconoscimento, una presa di coscienza, un debito pagato oltre ai termini previsti. In politica e nell’uso quotidiano si utilizza questa espressione per indicare qualcosa che arriva oramai troppo tardi. A Biella potremmo parlare delle scelte che, negli ultimi vent’anni, si sono compiute e che solo dopo essere state fatte e aver visto i loro effetti (non proprio positivi) ci si è accorti dell’errore commesso.

Potremmo fare un lungo elenco cominciando dal Centro Direzionale Amministrativo in pieno centro, di fatto la sede di una grossa banca privata e un supermercato ma con un’imponente, antiestetica e invasiva colata di cemento che non corrisponde minimamente alle esigenze commerciali e abitative di questa città.

di fronte alla morte siamo tutti uguali

Siamo tutti e tutte uguali di fronte alla morte, alla malattia, agli eventi tragici? Questa domanda dovrebbe avere una sola ed unica risposta: sì. Questo almeno è ciò che ci è stato insegnato fin da piccoli dall’educazione cattolica che, in buona parte, abbiamo ricevuto o che abbiamo semplicemente assorbito vivendo in questa società. A leggere come vengono trattati certi fatti dall’informazione possiamo, invece, affermare tranquillamente di no.  

il biellese "balla con i lupi"?

Su questo giornale (La Nuova Provincia) è comparsa una lettera di un cacciatore che parla del ritorno dei lupi nel territorio biellese. Il cacciatore si spinge addirittura a parlare di “branchi di lupi” che, aggirandosi nelle nostre vallate, potrebbero attaccare l’uomo se  va “per i boschi a correre, in bici, a piedi o a farsi una passeggiata”. 

Il cacciatore mette in guardia o, più semplicemente, diffonde il panico? Io propendo, decisamente, per la seconda ipotesi.

Primo: i lupi in tutto il territorio italiano da recenti statistiche non supererebbero le 50 unità e si concentrerebbero sugli Appennini abruzzesi.

i link mancanti in Seab

Correva l’anno 2011 e l’estate biellese venne scossa da una crisi politica nel centro destra locale che portò l’allora Sindaco Gentile a un rimpasto di Giunta e l’ex Presidente della Provincia, Simonetti, a defenestrare il suo vice Pier Giorgio Fava Camillo. Il tutto, si disse allora, per l’acquisto (poi abortito) della nuova sede di Seab. Chi scrive, insieme ad altri, fu protagonista di un’azione presso la magistratura locale per capire se esistevano legami tra la società che vendeva l’immobile e l’ex assessore Fava. Si scatenò un putiferio con denunce, attacchi e stracci volanti.

Seab: tra corvi e assunzioni

Venerdì su il bisettimanale “il Biellese”, si dava grande risalto a una lettera consegnata una decina di giorni prima presso la Procura della Repubblica di Via Torino, nella quale, due impiegati della Società Ecologica Area Biellese (Seab), che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia, avrebbero dichiarato: “siamo due dipendenti della Seab, per ovvi motivi siamo costretti a mantenere l’anonimato, lavoriamo negli uffici in Via Roma e desideriamo segnalare quello che avviene nei nostri uffici” ovvero “dell’esistenza in Seab di una vera “Amicopoli””.