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quel che manca a Gaggino

Nonostante le poche deleghe in capo all’Assessore Massimiliano Gaggino il nostro riesce comunque a produrre vibranti polemiche sul suo operato.

L’anno scorso quando una contestatissima gara d’appalto a senso unico (per azzoppamento dell’avversario) permise all’unico partecipante rimasto (“il Contato del canavese”) di aggiudicarsi la gestione della stagione teatrale della nostra città, il sottoscritto sottolineò che per Biella serviva ben altro. Biella meritava, come qualsiasi città capoluogo d provincia, una cartellonistica che non riproducesse a fotocopia gli stessi spettacoli di Ivrea, Cossato, Borgosesia  e Borgomanero (solo per rimanere in zona). Invece, esattamente come l’anno scorso, anche quest’anno - in un divertente (si fa per dire) gioco delle tre carte - scopriamo che i vari spettacoli e i diversi artisti saranno a rotazione in tutti questi teatri saturando l’offerta culturale e costringendo, a chi non interessano queste proposte, a recarsi in altri luoghi.

Quando evidenziai questa situazione, Gaggino fece spallucce e quest’anno, per difendere l’indifendibile, è arrivato a sostenere che grazie a “il Contato del canavese” si sono pure risparmiati dei soldi. Con la vecchia gestione il Comune spendeva 58 mila euro, con il nuovo appalto 65 mila.  Ma anche su questo Gaggino butta il sasso e poi nasconde la mano negando di aver mai sostenuto questa tesi.

E il pubblico? Dalle notizie che sono riuscito a recuperare (perché Gaggino non ha mai sentito il dovere di rispondere alle mie interrogazioni in merito) l’anno scorso c’erano meno abbonati dell’anno precedente (poco più di 200) e gli spettacoli hanno raramente registrato il tutto esaurito.

Per questo trovo, come una vera e propria boccata d’ossigeno, la stagione teatrale che, sperimentalmente, vedrà la luce dal gennaio del prossimo anno al Teatro Odeon.

Non entro nel giudizio delle proposte avanzate dalla cooperativa “Buonsegno” che mi paiono di notevole qualità e che avverranno senza lo straccio di un finanziamento pubblico, ma sottolineo che, proprio per questo ultimo fatto, sarebbe stata cosa buona e giusta per un'Amministrazione a cui interesse promuovere la cultura di qualità costruire sinergie tra i diversi operatori del territorio anche per diversificare la scarsa offerta avanzata fino ad ora.

Gaggino invece, in questo caso (e a quanto ne so in moltissimi altri), preferisce consumare piccole vendette personali arrivando a contraddirsi lo stesso giorno su due diversi giornali in merito, per esempio, all’utilizzo della struttura per la proiezione di spettacoli via satellite al Teatro Sociale: negata con sdegno su “La Stampa” e vista positivamente su “il Biellese” e oggi con una terza versione su "Eco".

Questi ultimi giorni mi darebbero un’infinità di spunti per interrogazioni: dalla presunta negazione delle prevendite a “Buonsegno” presso “Cigna dischi” al rispetto di tutti le parti del capitolato d’appalto da parte de “il Contato”, dai numeri degli abbonati alla stagione teatrale 2010-2011 e 20112-2012 al mancato utilizzo delle strutture per i collegamenti satellitari.

Purtroppo l’ex “interrogatore a mitraglia” che si contorceva in scenate da avanspettacolo quando gli si negava una risposta nella passata legislatura, ha imparato molto bene la peggior distorsione nella gestione del potere adesso che si trova dall’altra parte: non dire quello che si fa, negare anche l’evidenza e nel caso dire tutto e il suo contrario.

Ma i numeri parlano chiaro e i conti come sempre si fanno alla fine.

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