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cacerolazo!

Il cacerolazo è una forma di protesta rumorosa e non violenta inventata in Argentina nel 2001 per protestare contro il governo ladro e corrotto che portò il paese sudamericano alla bancarotta. Da quel movimento si svilupparono poi i piqueteros, molto più radicali (dalle pentole si passò ai picchetti) e dalle proteste della classe media si unirono masse di proletariato urbano. Il movimento vinse, il governo cadde e l’Argentina dopo anni di forte recessione riuscì a riemergere da quella profondissima crisi.

Il cacerolazo fu ripreso da diversi movimenti popolari in Sud America e in Spagna e anche da noi si sono tenute diverse manifestazioni con queste caratteristiche senza però mai avere la forza e la determinazione degli argentini.

Domani davanti al palazzo della Provincia di Biella in concomitanza del Consiglio provinciale andranno in scena ben tre manifestazioni.

La prima sarà organizzata da un comitato di “tassati” per protestare contro la tassa iniqua e odiosa della COSAP che in maniera indifferenziata impone il pagamento per tutti i cittadini e le cittadine che hanno appunto un passo carraio che si affaccia su di una strada provinciale.

E’ un balzello che ha l’unico scopo di salvare la poltrona a Simonetti&co. Perché a fronte dei tagli dei trasferimenti del loro governo (di cui, è bene ricordarlo, Simonetti è un noto esponente parlamentare) e della loro incapacità amministrativa il rischio era che non riuscissero a chiudere il bilancio. Sia chiaro che, se questa eventualità si concretizzasse (e il rischio è ancora presente), non ci sarebbe il fallimento dell’ente ma solo il suo commissariamento prefettizio.

Altre due manifestazioni sarebbero, a quanto riferisce la stampa locale, una a favore e l’altra contro la diga in Valsessera.

Il fronte contro la diga in questi giorni ha dovuto registrare la strisciante defezione di alcuni sindaci della Valle che, come il loro omologo di Cavaglià, sono “allettati” dalle famose opere compensative che messere Jacopino gli ha promesso.  Un modo per dire: siamo in vendita ma solo a certe condizioni, con buona pace della salvaguardia del loro territorio, degli interessi dei cittadini della Valle e dei pericoli annessi alla costruzione dell’invaso sul Sessera.

A scendere in piazza pare ci  saranno anche gli agricoltori della bassa, nella classica manifestazione “spintanea” che pare vedere sempre il “generoso” Jacopino come ispiratore.

E in questo caso ce ne sarebbe ben donde visti i costi esigui che il patron del Consorzio garantisce agli agricoltori per i loro approvvigionamenti idrici.

Queste tre manifestazioni – da quanto è in carica l’amministrazione di destra – erano stati precedute da quella dei ragazzi e delle ragazze di Phonemedia.

Allora – purtroppo anche grazie al consigliere Silvio Belletti – furono “buggerati” perché si videro promettere un prestito che, non solo fu assolutamente esiguo, ma che oggi - nonostante la maggior parte di loro sia ancora in mezzo a una strada – gli è stato anche intimato, dalle banche creditrici, di restituire.

Alla faccia delle garanzie dei vari Simonetti, Fava e Mosca.

Non so come andrà domani, so però per certo che due manifestazioni in due anni di cittadini che protestano contro la Provincia non si erano mai viste nelle legislature precedenti.

Né quando governava il centro sinistra né quando governava il centro destra prima versione.

Parafrasando il governatore della Regione Piemonte, questi leghisti de noaltri tutto sono eccetto che “dalla parte del popolo”!

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