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perchè perderemo le elezioni nel 2013

Ok, il Movimento 5 stelle ha vinto Parma, come l’anno scorso vincono tutti i candidati di centro sinistra che erano alternativi a quelli scelti, in prima battuta, dal PD. Finisce la Lega (almeno come l’avevamo, sfortunatamente, conosciuta) e il PDL è di fatto, poco più grande di Alleanza Nazionale dei tempi migliori, per ora.

Potremmo scrivere un’analisi dettagliata di queste amministrative, dell’immensa felicità che ho provato nel vedere diventato sindaco il mio amico e compagno Petrangeli con il quale abbiamo diviso tanti momenti politici negli anni passati. Oppure parlare di Doria, di Massaro, di Stefàno così tanto per dire che l’opzione sinistra del centro sinistra vince e vince bene. Ma mi racconterei una balla, un piccolo gesto emozionale che va bene per un twitt ma che sarebbe contarsela, e alla grande.

Di fatto la fotografia di oggi è che il PD non è in grado di esprimere una leadership e una proposta credibile per il Paese perché, a differenza del 1993, il centro sinistra è minoritario nel paese, anche al netto, dell’astensionismo preoccupante. Con questa legge elettorale s’intende. Con un proporzionale puro, ancora di più!

Trovo quindi questo grafico che compare sul sito de “l’Unità”e che Bersani ha sbandierato tronfio e solenne in conferenza stampa la classica porcata stile terzainternazionale di raccontare che tutto va bene, anzi benissimo, madama la marchesa…

98 sindaci PD? E’ una menzogna, una palla attribuendosi con la sottodicitura C.sinistra quelli espressi per esempio da SEL e soprattutto nate dal civismo (o addirittura contro il PD stesso come Belluno). E il centro cos’è? Non è la stessa cosa del Terzo Polo? E cosa sarebbero gli “altri”? E i “civici”? Eppure da un paio d’ore sui social network vedo sbandierato – da amici e compagni dediti evidentemente alle veline del Cominform -  questo grafico del tipo “tiè abbiamo vinto noi, in culo alla CNN che fa i servizi solo su Parma”.

Ok, non voglio fare il Pagnoncelli di turno facendo i grafici con le simulazioni ma fatelo voi e, ditemi di cosa mai dovremmo godere? Avremmo dovuto fare cappotto, dappertutto, senza discussione. Genova doveva essere l’unica anomalia perché dopo 5 anni disastrosi di governo di centro sinistra, con una sindaca odiata dalla maggioranza della città, era partita persa. Se non c’era Doria i Sindaci del “5 Stelle” sarebbero stati cinque. Sicuro.

Nonostante il Sindaco fosse scappato con la cassa dal buco nel muro, a Palermo, senza Orlando, si rischiava di rimettere la città nelle mani degli amici di Miccichè e Schifani…

E potremmo continuare, poi potremmo dire delle città al nord, che il centro sinistra tutto, ha espugnanto con garbo ma con forza, nel nostro Piemonte, da Asti ad Alessandria o della vicina Lombardia, da Como a Monza. Città, almeno parlo delle piemontesi che conosco, dove 5 anni di ruberie del governo PDL-Lega hanno visto l’opposizione e la proposta politica del centro sinistra in campo scegliendo il candidato sindaco attraverso le primarie. E così è successo altrove.

Ma il macro dato è che il centro sinistra con 103 sindaci (Pd-c.sinistra, sinistra, Idv) contro gli “altri” 77 con il proporzionale non governerebbe mai da solo, e con il porcellum neppure. Soprattutto al Senato. Perché da qui ad un anno la situazione se continua così potrebbe solo peggiorare, e di molto.

Se la risposta del PD e quindi di SEL e di IdV - che alla fine staranno a rimorchio - sarà quella che disegna il mio amico Paolo, beh allora, non c’è storia.

Io penso, e lo dico da mesi, almeno nel mio partito, che o entro un mese si cambia passo oppure non ce n’è più, per davvero. Anzi, forse non ce n’è più già da oggi. L’anno scorso con la primavera arancione (amministrative e referendum) eravamo di fatto maggioranza nel paese. Poi Berlusconi al posto di logorarsi lentamente fino all’autodistruzione è stato scalzato dal governo con una manovra di potere (economico e politico) e il parlamento ha abdicato al suo ruolo nominando i “tecnici” o meglio i banchieri, la borghesia “illuminata” al servizio della nazione. Anche qui, al netto dei provvedimenti, i “tecnici” sono apparsi esattamente lo specchio riflettente dell’inadeguatezza delle attuali classi dirigenti di questo paese.

Monti è parte del problema, e il primo atto sarebbe decidere di staccargli la spina oppure, visto che il PD non ha la forza per farlo almeno dichiarare che non solo questo non è il suo governo ma che, da oggi, voterà solo i provvedimenti che condivide fino in fondo. Tanto il governo non cade, ma almeno ristabilisce un principio di verità che tutti sanno ma che nessuno dice: questo è un governo di destra, liberista, rigorista e conservatore.

E deve dire da subito non solo con chi si alleerà ma come intende selezionare la futura classe politica. Bisogna da un lato avere una configurazione sociale chiara, vera, tangibile, traducibile e non interpretabile e, dall’altra, dimostrare che l’abbiamo capito e archiviare, per sempre, una classe dirigente per sperimentarne una nuova.

L’Italia non è la Francia, non ci assomiglia neanche in cartolina e pensare che lo schema sia quello è puro suicidio. L’Italia è molto più simile alla Grecia, almeno rispetto al quadro politico. E il “5 Stelle” non è Alba Dorata. Purtroppo.

Secondo me ci sono due possibili strade, una per l’intero centro sinistra e una per la sola sinistra. Quella per il centro sinistra è l’indizione per settembre delle primarie di coalizione con 5 punti chiari validi per tutti: patrimoniale, reddito di cittadinanza, investimenti su istruzione e ricerca, green economy e democrazia partecipata. E quest’ultima attraverso le primarie che scelgano il o la candidata Presidente e tutti i e le parlamentari. E a quel punto c’è l’attuale nomenclatura del PD che proporrà Bersani e tutti gli altri dovrebbero avere la forza di esprimerne un’altra, unitaria e credibile che non può essere – purtroppo - né Vendola né Renzi ma neppure De Magistris o chessò io…

Dovrebbe essere un candidato o una candidata giovane, competente, pulito/a, di sinistra ma senza i paraocchi e soprattutto che oggi sta facendo altro nella vita. E sperare di vincere perché tutti saremmo a servizio di un progetto, che è la casa dei riformisti e dei riformatori italiani, prendendo atto che quell’ambizione, che aveva il PD del Lingotto è fallita e, quel contenitore così com’è, è inservibile come lo sono, i piccoli partiti “personalistici” che ci stanno vicino, dall’Italia dei Valori a Sel.

Se questo non sarà possibile, vuoi perché nessuno cede un pezzo di potere vuoi perché il PD fa discendere dal rigorismo europeo e quindi dalla versione “tecnocratica” di Monti la geografia delle alleanze allora, se la sinistra non vuole scomparire per sempre, ha solo da decidere di concludere la sua traversata nel deserto, cominciata forzosamente nel 2008 e che si è arenata in un’oasi la cui acqua è già ampiamente prosciugata.

Sel che è, ancora, l’unica cosa interessante a sinistra dovrebbe mettersi a servizio di un progetto più grande, sciogliersi lanciando – veramente - un partito leggero, dinamico, giovane che fa dell’elemento partecipativo il 60% del suo agire politico e per il restante 40% cerca di rappresentare quel pezzo di paese che non si rassegna a dire che in fondo sono tutti uguali e che crede che si possa provare ad uscire da sinistra dalla crisi.

Bisogna ri-acquistare credibilità, essere coerenti e fare quel che si dice. In 8 mesi è possibile? Forse no, ma se non ci proviamo neppure contribuiremo, inesorabilmente, alla scomparsa di qualsiasi ipotesi progressista per questo paese.

Ho quasi la certezza che non si farà nulla di tutto questo o magari altro, altrettanto – passatemi il termine – di “rivoluzionario”. Staremo tutti con le chiappe strette sperando che il 2013 arrivi presto e che ci sia la possibilità di sopravvivere al terremoto e che, un paio di culi – passatemi il francesismo - , possibilmente i soliti, tornino in Parlamento per dire, “siamo tornati”! Ma chi? A rappresentare chi? Per dire cosa? A me che Giordano (con tutto il bene che voglio a Franco) o Fava tornino in Parlamento non mi sposta, purtroppo, nulla. Perché so che la loro presenza non è sufficiente o addirittura è dannosa per il sol fatto di essere prodotto “riciclato”.

Davvero pensiamoci, immaginiamo la cosa più pazza ma potenzialmente più performativa e rischiamocela tutta. Tanto, che questo centro sinistra vinca o perda nel 2013, sarà un disastro.  Tanto vale provarci!

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