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Expo: la fiera di chi affama il pianeta

Il 1° maggio ero per le strade di Milano con i movimenti sociali alla "MayDay" che contestava Expo. Ovviamente non ho condiviso (e chiaramente neppure praticato) l'opera di devastazione avvenuta nel centro della città da parte di qualche decina di imbecilli. Allora credevo che la kermesse internazionale rappresentasse non un luogo per parlare di fame, denutrizione, carenze alimentari, riconversione ecologica, biodiversità ma, al contrario, rappresentasse il simbolo di coloro che stanno affamando il pianeta.

Davvero Biella ha bisogno di un "facilitatore"?

In questi giorni due amministrazioni comunali del biellese si sono avvalse del supporto di professionisti per andare incontro alle esigenze dei propri concittadini. Il Comune di Mongrando, grazie alla disponibilità gratuita di una propria concittadina, ha deciso di istituire uno sportello di aiuto psicologico per persone disoccupate, in mobilità, cassaintegrate ovvero i tanti e tante che oggi vivono sulla propria pelle  gli effetti della crisi. Un’iniziativa lodevole, fatta attraverso il volontariato e che prova a far sentire le persone meno sole e aiutarne i “dolori dell’anima”.

A Biella, invece, la Giunta Cavicchioli ha deciso di avvalersi di un “facilitatore” perché – secondo il Sindaco PD di Biella – è necessario trovare nuovi canali comunicativi con la popolazione.

fumeria di "cannabis" e dibattiti stupefacenti

“L’ex Mirò-Spritz trasformato in fumeria di cannabis”. Questi i titoli che abbiamoletto in questi giorni sulla stampa locale. Così, quello che per anni è stato il ritrovo per centinaia di giovani della “Biella bene” o, più semplicemente, amanti di un certo tipo di musica e di certo tipo di divertimento, è diventato per una notte (o forse di più) un luogo di ritrovo dove fumare cannabionidi e bere alcool.

In verità nulla di nuovo rispetto alle presenti e passate notti dei giovani biellesi visto che da noi, come in tutta Italia, i consumatori di hashish e marijuana sono tantissimi.

il Terzo Paradiso

Ebbi la fortuna, un paio di anni fa, di partecipare a una sorta di seminario di tre giorni con il maestro Michelangelo Pistoletto presso la Fondazione Cittadellarte.

Fu un incontro organizzato da diversi dirigenti di Sinistra Ecologia e Libertà (molti dei quali diventeranno poi deputati della Repubblica) nel quale discutemmo di arte, di trasformazione, di cambiamenti e, ovviamente, del progetto di “Terzo Paradiso”.

Quella tre giorni avrebbe dovuto avere un seguito, avremmo dovuto provare a far incontrare la politica (allora parlavamo di “buona politica”) con l’arte e i movimenti di trasformazione sociale e culturale.

i #referendum possibili e l'impossibile coerenza

A luglio sono stati depositati in Cassazione otto proposte referendarie per abrogare alcune delle leggi fatte dal governo Renzi. Dalla “buona scuola” alle trivellazioni nel Mediterraneo, dalle legge elettorale al Jobs Act. Temi serissimi ai quali, volendo, se ne sarebbero potuti aggiungere anche altri. I referendum in questo paese hanno avuto alterne fortune ma sono stati, in molti casi, la ri-appropriazione della sovranità popolare su temi fondamentali per la vita dei cittadini. Per questo, appena sono stati disponibili i moduli ad agosto, mi sono recato presso la cancelleria del Comune di Biella per sottoscrivere tutti gli otto referendum inaugurando, involontariamente, la raccolta.

C'era una volta la Prefettura (e la politica)

Introdotta all’inizio del diciannovesimo secolo quando buona parte dell’Italia era sotto dominazione napoleonica, l’istituzione prefettizia ha resistito, con forme e poteri differenti, a tutte le fasi storiche che ha attraversato il nostro paese negli ultimi duecento anni: dal primo periodo unitario all’epoca giolittiana, dal fascismo all’Italia repubblicana.

i "cornuti e mazziati" del biellese

Certo che in questo giornale lavorano proprio dei mattacchioni. Come considerare altrimenti la notizia comparsa martedì scorso sull’on line che annunciava la pubblicazione dell’”elenco degli 828 residenti nel Biellese iscritti al sito di incontri extraconiugali Ashley Madison”. Io ero ancora in ferie ma, vedendo in rete la notizia che annunciava l’uscita per il giorno dopo della pubblicazione della lista dei fedifraghi, ho pensato che il mio giornale avesse superato ogni limite. Fortunatamente, ho pensato, quel giorno “alasinistra” non sarebbe uscita. Come me l’hanno pensata decine di lettori che hanno etichettato il giornale con frasi del tipo: “siete peggio di Novella 2000”, “cosa si fa per vendere qualche copia in più”, “fatevi i caxxi vostri” e via dileggiando…

Biella "a babbo morto"

“A babbo morto” è un’antica espressione toscana (maremmana per la precisione) che indica un riconoscimento, una presa di coscienza, un debito pagato oltre ai termini previsti. In politica e nell’uso quotidiano si utilizza questa espressione per indicare qualcosa che arriva oramai troppo tardi. A Biella potremmo parlare delle scelte che, negli ultimi vent’anni, si sono compiute e che solo dopo essere state fatte e aver visto i loro effetti (non proprio positivi) ci si è accorti dell’errore commesso.

Potremmo fare un lungo elenco cominciando dal Centro Direzionale Amministrativo in pieno centro, di fatto la sede di una grossa banca privata e un supermercato ma con un’imponente, antiestetica e invasiva colata di cemento che non corrisponde minimamente alle esigenze commerciali e abitative di questa città.

di fronte alla morte siamo tutti uguali

Siamo tutti e tutte uguali di fronte alla morte, alla malattia, agli eventi tragici? Questa domanda dovrebbe avere una sola ed unica risposta: sì. Questo almeno è ciò che ci è stato insegnato fin da piccoli dall’educazione cattolica che, in buona parte, abbiamo ricevuto o che abbiamo semplicemente assorbito vivendo in questa società. A leggere come vengono trattati certi fatti dall’informazione possiamo, invece, affermare tranquillamente di no.  

il biellese "balla con i lupi"?

Su questo giornale (La Nuova Provincia) è comparsa una lettera di un cacciatore che parla del ritorno dei lupi nel territorio biellese. Il cacciatore si spinge addirittura a parlare di “branchi di lupi” che, aggirandosi nelle nostre vallate, potrebbero attaccare l’uomo se  va “per i boschi a correre, in bici, a piedi o a farsi una passeggiata”. 

Il cacciatore mette in guardia o, più semplicemente, diffonde il panico? Io propendo, decisamente, per la seconda ipotesi.

Primo: i lupi in tutto il territorio italiano da recenti statistiche non supererebbero le 50 unità e si concentrerebbero sugli Appennini abruzzesi.