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ciao compagno Massimo

E’ quasi impossibile trovare le parole giuste per commentare la morte di qualcuno e, soprattutto, per evitare di cadere nella facile retorica.

Domenica ci ha lasciato Massimo Carnevali, il sindacalista, il padre, l’operaio, il motociclista ma, per me, soprattutto il compagno. Questo termine farà sorridere i più; in questa parola però, per chi ancora la usa, c’è dentro un mondo.

Un mondo che può apparire superato, arcaico, addirittura negativo. Per noi - per il variegato e disperso mondo della sinistra - però questo termine è ancora carico di significati, rappresenta il modo con il quale definiamo un vincolo di fratellanza.

la vendetta di Gentile e le "elezioni" provinciali...

La vendetta è un piatto che va servito freddo. E’ probabilmente dal giugno del 2014 che Dino Gentile, Preside ed ex Sindaco di Biella, medita la strategia migliore per “ripagare” la sua vecchia coalizione per il sostegno mancato nel decisivo ballottaggio con il vincente Marco Cavicchioli. Siccome solo le vittorie hanno molti padri mentre le sconfitte sono orfane è da quel giugno che Gentile chiede, inascoltato, una resa dei conti per individuare colpe e responsabilità di quel risultato.

In verità, anche se il centro destra avesse marciato unito e compatto, il problema non fu al ballottaggio (c’era l’onda del PD al 41%!) che l’ex esponente azzurro condusse praticamente da solo ma nella campagna, decisiva, del primo turno quando l’esponente PD superò (contro ogni pronostico) il forzista.

quando la politica si divide solo sui botti di Capodanno...

Botti sì, botti no. La politica locale si divide sulle ordinanze comunali emanate in merito ai fuochi e ai botti nella notte di Capodanno. Il capoluogo, per esempio, ha continuato una “tradizione” di divieto mentre Cossato ha fatto esattamente il contrario. Dalle dichiarazioni delle due amministrazioni di opposto colore politico (Biella governata dal PD, Cossato da Lega e Forza Italia) si leggono diverse e confliggenti motivazioni.

gli iracondi e il post della Buscaglia

Immagino abbiate letto le furibonde polemiche al commento sui social della capogruppo pantestellata di Biella, Antonella Buscaglia, in merito all’uccisione del terrorista Anis Amri venerdì scorso a Sesto San Giovanni. La Buscaglia si è lanciata in un ragionamento che sommando stipendi della Polizia, carità cristiana e rispetto per la vita ha partorito un post che le ha attirato un vero e proprio linciaggio mediatico ben oltre le Prealpi biellesi.

i "furbetti del cartellino" e la pesca a strascico

E’ finita! Per 28 dipendenti comunali su 33 l’incubo di essere un “furbetto del cartellino” è terminato venerdì scorso con la decisione del Giudice di archiviare la loro posizione. Una bella notizia della quale non ci stupiamo e che, praticamente isolati, abbiamo sostenuto fin dal primo giorno. In questo caso però poco importa aver avuto ragione perché il danno fatto verso queste 28 persone è enorme e riguarda sia la sfera personale che quella professionale e non ci sarà “risarcimento” adeguato che possa, almeno per ora, far dimenticare quei terribili giorni dell’ ottobre 2016.

Ricordo che per alcuni di loro addirittura erano state chieste pesanti misure cautelari  mentre il PM, oggi,  ne ha chiesto (e ottenuto) l’archiviazione.

quei "privilegiati" in carrozzina che saltano la fila...

Come tutti i venerdì, da un paio d’anni a questa parte, accompagno mia madre Adriana a fare la spesa in un noto centro commerciale in centro a Biella. Mia madre è affetta da sclerosi multipla, una malattia neurologica degenerativa che, negli ultimi anni, le sta inibendo molto il movimento costringendola all’utilizzo di un deambulatore o della sedia a rotelle per fare brevi o lunghi spostamenti.

Fare la spesa, seppur in carrozzina e con un improbabile carrello attaccato alla stessa, è un modo per vivere una “normalità” altrimenti molto difficile.

Venerdì scorso, dopo aver fatto il nostro giro, arriviamo alle casse del supermercato dirigendoci verso quella con la “priorità” per portatori di handicap e per donne in gravidanza.

Referendum: la sovranità appartiene, ancora, al popolo!

Dopo tanti anni a fare il rappresentante di lista, lo scrutatore di primarie di parte o il collettore di dati elettorali domenica sono stato a servizio di tutti e non solo di una parte. Dalle 7 alle 23, a Chiavazza, ho avuto il piacere e la fortuna di fare il Presidente di seggio sostituendo, all’ultimo momento, quello effettivo. Ho aperto l’armadio e mi sono messo la cravatta  (dopo un bel po’) perché il voto è per me un rito laico che va onorato anche formalmente, in esso risiede il fondamento del nostro vivere insieme, l’unica occasione nella quale il popolo è davvero uguale: davvero uno vale uno nell’urna elettorale.

Quelli del Sì si attaccano al tram...

Il Comitato locale per il Sì al Referendum di domenica prossima si è attaccato al tram. Anche se non proprio in senso letterale questa antica espressione popolare rende però bene la dinamica dei fatti che hanno interessato, negli ultimi giorni, la campagna elettorale nel biellese.

Riavvolgiamo, però, brevemente il nastro a sabato scorso. La campagna entra nella sua ultima settimana e i comitati sono in giro a diffondere materiale propagandistico. In mattinata, a Candelo, si incrociano le due fazioni - davanti a un supermercato - e mentre il No è armato solo di buona volontà i militanti del Sì hanno di supporto addirittura un autobus (il tram di cui sopra) con autista.

i 500 euro per gli insegnanti ovvero siamo tutti Daniel Blake

Non so quante e quanti di voi abbiano visto “io, Daniel Blake”, l’ultimo film di Ken Loach premiato quest’anno a Cannes. Se non lo avete visto e magari non avete mai letto Kafka questo racconto vi potrà sembrare incredibile ed, invece, è tutto vero.

Lo scorso anno la cosiddetta “Buona Scuola” (la riforma scolastica voluta da Renzi e dal PD) dopo la primavera di scioperi e proteste si era inventata un bonus annuo di 500 euro per l’autoformazione degli insegnanti.

incredibile: esistono ancora gli operai!

Toh guarda, esistono ancora gli operai! Ci volevo uno sciopero e un corteo di oltre mille persone per ricordarsi che a Biella, terra di telai fino a quindici anni fa, i lavoratori e le lavoratrici tessili non sono tutti evaporati, spariti, inghiottiti nella spirale perversa di una globalizzazione economica dove tutto è ridotto a merce.

Erano 20 anni che gli operai e le operaie del settore tessile e dell’abbigliamento non incrociavano le braccia. Le loro rivendicazioni  non sono “rivoluzionarie”.